Teatro medico ipnotico – Kevenhüller | studio

Kevenhüller | Studio
dramma per burattini, servi di scena e una bambola

per Giorgio Caproni

animatori e servi di scena: Veronica Ambrosini, Patrizio Dall’Argine, Andrea Peracchi, Francesca Bini
regia: collettiva
drammaturgia poetica: Andrea Peracchi, Francesca Bini
drammaturgia burattinesca, intaglio burattini e scene: Patrizio Dall’Argine
costumi dei burattini e dei servi di scena: Veronica Ambrosini
paesaggi sonori: Claudio Morganti
registrazioni e master: Mirto Baliani
tecnico: Matteo Vecchi
produzione: Teatro medico ipnotico

Finanziato nell’ambito della rassegna  “Estate Fiorentina 2026″ da Città di Firenze Cultura.

sabato 19 settembre 2026 h 21
domenica 20 settembre 2026 h 17

Il Conte di Kevenhüller è una prova, un tentativo poetico e popolare per pupazzi, poesia e teatro ispirato dall’opera di Giorgio Caproni.
I burattini diventano creatori di illusioni e nello stesso istante rivelano l’illusorio che abita la realtà.

C’è una Bestia che infesta la campagna, ne dà avviso pubblico il Conte. Difficile da mirare, nessuno sa per certo cosa sia, né in cosa da noi si distingua. Ma è proprio Lei a dar avvio al movimento di una creazione che procede per quadri, capitoli di una stessa vicenda. Attorno a questo enigma i burattini e l’umano si alternano il passo.

Tra i personaggi dello spartito una Bambola è usata come esca per catturare la Bestia, un sacrificio attuato attraverso una cerimonia di smembramento. Disgraziatamente, nella vita di un burattino c’è sempre un “ma” che sciupa ogni cosa… E per un attimo — dentro, fuori e ancora dentro — vibrano tremanti, tremende, giocose e fragili corrispondenze.

La storia, o pseudo-storia contenuta all’interno de Il Conte di Kevenhüller (la generale caccia alla Bestia che infesta la campagna) si offre come appoggio narrativo per il lavoro, in trasformazione costante e pronto a negarsi. La Bestia infatti c’è, ma non la si vede mai, la si cerca forsennatamente fuori mentre forse, forse, è dentro ai cacciatori stessi, allegoria del Male e, al tempo stesso, con puntuali parole di Giorgio Agamben a commento del libro «… l’unico vero male non era in fondo altro che l’accanito quanto vano tentativo umano di catturarla e farla propria».

Dei personaggi e delle loro vicende suggerite nelle pagine de Il Conte di Kevenhüller la compagnia Teatro medico ipnotico ha dato una interpretazione libera, sviluppandoli in forma di burattini e pupazzi, creando relazioni e storie nella storia. Le figure umane che compaiono come servi di scena sono invece più simili ad automi, privi di aspetti psicologici servono, appunto, la scena e i suoi accadimenti e da essa sono travolti, mangiati.

I versi di Caproni sono materia vocale che accompagna, fonde e confonde il lavoro.

Progetto vincitore del Premio “Otello Sarzi cent’anni dal futuro. Premio Drammaturgia contemporanea e Teatro di Figura” edizione 2025, promosso da Fondazione Famiglia Sarzi e Unima Italia, in collaborazione con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Emilia Romagna Teatro, ATER Fondazione, Teatro Akropolis, Dramma.it.

Ingresso gratuito, con prenotazione.

Patrizio Dall’Argine

 width=Si forma teatralmente al Teatro delle Briciole di Parma a partire dal 1990, dove lavora professionalmente come scenografo, attore, autore e regista. Termina questa esperienza nel 2001  ed È tra i fondatori della compagnia Cà luogo d’Arte con la quale inizia ad approfondire il linguaggio del Teatro dei Burattini. Nel 2007 termina l’attività con questa compagnia e inizia un percorso solitario che lo porterà a fondare nel 2009 il Teatro Medico Ipnotico. Al centro dell’esperienza medico-ipnotica sta il Burattino. Questo attore di legno si muove in uno spazio autonomo e trasportabile, un teatro in scala chiamato “baracca”. Nella baracca medico-ipnotica il rapporto figura-fondo è spesso motivo di una ricerca estetica che tende a far diventare il fondo,  i dettagli e “l’atmosfera” i veri protagonisti della scena.

Teatro Medico Ipnotico

Il Teatro Medico Ipnotico è una compagnia di Teatro d’Arte di Burattini. Patrizio Dall’Argine si occupa dei soggetti, dei testi, dell’intaglio delle teste e della pittura delle scene. Veronica Ambrosini è assistente di baracca e si occupa dell’ideazione e della confezione dei costumi dei burattini, della costruzione di pupazzi, dell’amministrazione e dell’organizzazione della compagnia. I copioni degli spettacoli sono originali, oppure trascrizioni di autori classici riadattati per il Teatro d’Arte dei burattini. Nella drammaturgia degli spettacoli l’estetica del burattino viene talvolta messa in discussione, ricercando le affinità e le divergenze che ha con la bambola, la statua ,  il giocattolo, l’ombra,  il personaggio. Dalla fondazione nel 2009 ad oggi la compagnia ha realizzato 40 creazioni tra spettacoli e performance. Il repertorio attuale è di 18 titoli, quattro di questi con musica suonata dal vivo. Le recite vengono fatte in luoghi e situazioni diverse: teatri,  piazze, circoli ricreativi e culturali, parchi, per un pubblico di bambini, ragazzi e adulti. I burattini possono essere qualcosa di più di un intrattenimento per bambini o un passatempo per privilegiati, il loro è un teatro popolare che ha la non comune capacità di unire le generazioni. L’immagine, il fantasma, che rappresenta la compagnia è il volto di una ragazza annegata, nota come La Sconosciuta della Senna, perché capita che i burattini possano unire il mondo dei vivi a quello degli spiriti.
 

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