Claudio Morganti, Attilio Scarpellini, Renzo Trotta – Questa volta è morto male

QUESTA VOLTA È MORTO MALE

con Claudio Morganti, Attilio Scarpellini, Renzo Trotta
e la proiezione del video Il sogno di un destino. Come muoiono gli attori di Renzo Trotta

sabato 19 ottobre 2024 h 21
domenica 20 ottobre 2024 h 17

Cos’è tutta questa eccitazione intorno alla morte? “Io manco, io moro” cantano i libretti d’opera, e mentre Violetta e Gilda muoiono sublimi in si bemolle, gli attori strisciano, implorano, guardano impavidi, esplodono sulle mine, si sacrificano per la salvezza del mondo, pregano, sfidano gli dei, si ripiegano, si illuminano o si addormentano all’appressarsi della fatal quiete. Un dubbio viene: non sarà che si divertono un mondo a morire? Quasi quanto ci divertiamo noi spettatori a guardarli morire? Quasi quanto si divertono i drammaturghi, i registi, a ucciderli, e nei modi più fantasiosi? Quando Molière morì in scena – o quasi –, narra un celebre aneddoto che una severa e fedelissima spettatrice esclamò: “Questa sera Molière è morto male!” Cosa voleva quella signora, cosa vogliamo dalla morte di un attore?

Il video Il sogno di un destino interroga gli sguardi, i volti, i corpi degli attori alle prese col fatal momento, in un centinaio di sequenze fra le più famose – o le più segrete – della storia del cinema. Ma l’incontro comincerà in palcoscenico. La proiezione del video sarà introdotta da tre brevi letture sul tema del “morire in scena”: Renzo Trotta un racconto di Cechov, Attilio Scarpellini una poesia di Wisława Szymborska, Claudio Morganti poche personali riflessioni sull’arte del “morire in scena”.

Il video Il sogno di un destino ha vinto la 38esima edizione del premio Adelio Ferrero, nella sezione internazionale videosaggi.


Claudio Morganti
claudio-morganti-bioFormatosi presso la scuola del Teatro Stabile di Genova. Allievo di Carlo Cecchi, nel 1979 forma con Alfonso Santagata la compagnia Santagata-Morganti, di cui ricordiamo ancora Katzenmacher, Büchner mon amour, Kaspar Hauser e la messa in scena de Il calapranzi di Harold Pinter con la regia dello stesso Cecchi (Premio della Critica e Premio Ubu). Dal 1993 ha fondato una propria compagnia iniziando un percorso personale sull’opera di Shakespeare: Studio per il Riccardo III, Riccardo vs Amleto, Tempeste, La morte di Giulio Cesare, e l’ultimo, conclusivo allestimento integrale del Riccardo III, per la Biennale di Venezia 2000. Ritorna su Pinter con Il bicchiere della staffa e su Beckett con Atto senza parole numero due e L’amara sorte del servo Gigi. Poi un omaggio ad Antonio Neiwiller con Mr Krapp goes into painting. Comincia un pluriennale lavoro su Woyzeck, del 2012 è Ombre Wozzeck – operina musicale per uomini ombra di poche parole. Riceve il Premio speciale Carmelo Bene, Lo straniero 2010. Le Edizioni Dell’Asino pubblicano Il Serissimo metodo Morgant’hieff, per attori teatranti e spettatori. Riceve il premio Ubu 2012 (per la coerenza e l’ostinazione di un percorso artistico, laboratoriale e intellettuale che attraverso la fondamentale distinzione tra teatro e spettacolo, elaborata anche nel Serissimo metodo Morg’hantieff, riafferma l’autonomia poetica della scena). Nel 2015 legge insieme ad Elena Bucci Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto di Gianni Celati.

Attilio Scarpellini
 width=Giornalista, saggista e critico teatrale. È presidente e uno dei soci fondatori di Lettera22. Ha studiato in Italia e in Francia, dove è stato borsista presso la Scuola Pratica di Alti Studi in Scienze Sociali di Parigi. È stato critico teatrale per il “Diario” e il settimanale “Carta”. Collabora alla redazione di “Nuovi Argomenti”. Come traduttore ha curato opere di Stendhal, Mallarmé, Maupassant, Drieu La Rochelle. Nel 1997, con il dramma L’ombra e la voce, ha vinto la prima edizione del premio Via di Ripetta.

Già redattore del settimanale di critica on-line La differenza e vicedirettore del mensile Tempo Presente, nel 2009 ha pubblicato il libro L’angelo rovesciato. Quattro saggi sull’11 settembre e la scomparsa della realtà (Edizioni Idea).Tra il 2001 e il 2002 ha condotto su Radio Rai la trasmissione Mattino Tre/Lucifero. È stato conduttore di Qui comincia per RaiRadio3.
Dal 2011 dirige la rivista “Quaderni del teatro di Roma”.

Renzo Trotta
 width=Allievo dei seminari di Studi Teatrali che sono stati il nucleo fondante della Scuola di Recitazione del Teatro Nazionale di Genova, ha condotto parallelamente attività di giornalista (programmista in RAI dal 1978: ha firmato fra l’altro La colonna – storia delle Brigate Rosse a Genova, andato in onda su RaiTre nel ciclo “La grande storia”), e di regista teatrale (Cymbelino di Shakespeare, Arbeit macht frei di Macrì-Lizza- Formisano-Tulipano, Sklero di Lizza, Natalia di Macrì, Demoni da I demoni di Dostoevskji, Il misantropo di Molière, È quello che vedo di Tulipano). Ha pubblicato due libri sul cinema (Sidney Pollack, ed. Moizzi e Francis Ford Coppola, ed. Le Mani), il saggio Il furore di Fedra in Fedra di J.Racine ed. Marietti, e Non volevo fare la maestra, ed. Natrusso, una lunga intervista ad Anna Laura Messeri, sua mentore. Già docente di Storia del Teatro presso la Scuola di Recitazione di Teatro Stabile di Genova, dal 1992 al 1996 ha tenuto la cattedra di linguaggio televisivo al Dams di Imperia.

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