TU/IO Pratiche del fatto scenico
seminario di recitazione per attrici e attori condotto da Francesco Villano
lunedì 23 giugno 2025 h 11.30-18.30
martedì 24, mercoledì 25, giovedì 26, venerdì 27 giugno 2025 h 9.30-17.30
Per presentare la propria candidatura è necessario inviare CV e foto entro il 10 giugno 2025. Ai selezionati verrà inviato il materiale su cui prepararsi appena avranno effettuato l’iscrizione.
Il seminario ha l’obiettivo di trasmettere pratiche e saperi legati all’Arte della Recitazione da un punto di vista attoriale, non stilistico o formale, attraverso un approccio analitico e multidisciplinare. Si propone una ricerca artigianale che amplia e destruttura il percorso canonico di una compagnia teatrale, dalla scelta del testo fino alla fase precedente la messa in scena. Gli strumenti utilizzati saranno il corpo e l’azione verbale nello spazio: si partirà dall’attivazione delle capacità somatiche del performer, fino all’analisi attiva della struttura drammaturgica, attraverso studi e improvvisazioni. Il lavoro si baserà sul testo di Andrew Bovell, “When the rain stop falling”, andato in scena al teatro Argentina di Roma nella stagione 2019/2020.
Introduzione
Sono un attore di teatro, non un pedagogo puro. Il mio approccio all’insegnamento si articola da una pratica costante, alla ricerca dell’efficacia e della necessità, per adattarsi alle poetiche con cui collaboro. La mia pratica racchiude i metodi che ho studiato nel mio percorso attoriale e formativo, con riferimento alla scuola russa post-stanislavskiana, in particolare l’analisi attiva del testo attraverso il lavoro sulle azioni fisiche. La guida teatrale non trasferisce metodi, ma stimola l’azione scenica ponendo domande che, a partire dal testo, elaborano chiavi di lettura soggettive. L’obiettivo non è insegnare uno stile recitativo, ma allenare l’attore a una presenza attiva attraverso l’indagine fisica, somatica e sensoriale del testo. Il lavoro inizia con un’analisi del testo che deve essere tradotta nel tempo reale nello spazio fisico di lavoro, attraverso un continuo scambio critico. L’attore esplora il personaggio in relazione a spazio, tempo e circostanze, creando una struttura che vivifica gli elementi in scena. L’imprevisto e l’errore sono utili, poiché aiutano a evitare soluzioni rappresentative immediate o approcci mimetici.
Il training
La prima fase del lavoro si concentra su un training fisico, vocale e sensoriale. Attraverso esercizi sistematici, si indaga la parte pre-espressiva del lavoro testuale: stare, vedere, relazionarsi (con sé, con l’altro, con lo spazio e il tempo). L’obiettivo è sensibilizzare il corpo e la mente del performer, stimolando un approccio esperienziale che possa tradursi in un serbatoio di scoperte sensoriali. L’esplorazione fisica mira a rendere il performer consapevole e ricettivo al proprio strumento nello spazio e nel tempo presente, creando un kit di esercizi utili per un’agilità espressiva e una capacità creativa da utilizzare poi nell’improvvisazione drammaturgica.
Analisi attiva della struttura testo
Si inizia individuando le azioni e gli eventi che il testo suggerisce, identificando le coordinate “cosa/dove/perché/come/a chi”. Il susseguirsi logico di queste azioni forma il progetto autorale del performer, che deve essere tradotto in breve attraverso improvvisazioni, in un continuo scambio tra l’occhio esterno e chi agisce. Si cercherà di ricostruire la mappa interiore del personaggio, con azioni fisiche che rispondono a circostanze e frangenti della scena. L’obiettivo è di mantenere un’attitudine creativa, evitando soluzioni immediate o adesioni a idee determinate di personaggio. L’analisi del personaggio sarà quindi dedotta come conseguenza naturale delle azioni e reazioni individuate.
Il testo
Il testo non deve essere visto come un sistema chiuso di personaggi psicologici, ma come una struttura che vuole tradursi in un altro linguaggio: l’azione fisica. Il sistema testuale è una mappatura di eventi causali generati dalle circostanze, che ostacolano il percorso dei personaggi, spingendoli a re-agire. Le parole emergono da intenzioni nascoste e obiettivi generati da desideri e conflitti. La capacità di un personaggio di perseguire i propri obiettivi si scontra con le circostanze e gli obiettivi degli altri personaggi, alimentando il conflitto che guida l’azione. L’analisi avviene prima in lettura e poi attraverso la pratica scenica, con l’obiettivo di comprendere le relazioni e dinamiche reali che scorrono sotto le parole, concretizzando le azioni principali e i compiti di una scena. L’obiettivo finale è sviluppare un rapporto organico tra corpo, voce, sensi e immaginario, creando le condizioni per rendere possibile l’accadimento scenico nel presente. L’intento è valorizzare l’essere-in-scena nella situazione data dalla struttura-testo.
Insegnare Teatro oggi
Insegnare oggi la recitazione significa conoscere gli strumenti formali che i nuovi linguaggi ci offrono, e sostenere le nuove visioni artistiche. Il nostro compito non è rappresentare la realtà, ma tradurla nel qui e ora della vita scenica attraverso un altro codice e altri segni. Per trovare la verità in questo artificio, è necessario conoscere e saper sfruttare tutti gli strumenti espressivi, per superare la tecnica. L’obiettivo è riconoscere durante le prove il linguaggio e la cifra recitativa specifica per ogni testo. Gli strumenti che continuo a usare come insegnante sono dettati da necessità vitali ed elementari: lo sguardo, il respiro, la direzione, il ritmo, lo spazio, e il punto di vista. Il teatro è un evento non ripetibile che richiede ogni sera di far ri-accadere l’azione, partendo da ciò che c’è: corpo, relazione, struttura del testo. L’attore diventa co-autore del materiale testuale. Questa pratica non offre certezze immediate, ma implica un continuo cambiamento, alla ricerca di un equilibrio tra l’artificio scenico e la verità della performance. Il verbo più adatto per descrivere questo percorso è accogliere: accogliere la realtà della scena, partendo dal Sé, e considerare l’errore come un’occasione di scoperta.
Francesco Villano

Attore, performer, regista, si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma, e prosegue gli studi all’École des Maîtres – master internazionale di alta formazione teatrale – guidato da Denis Marleau. È laureato in Lettere – Scienze Umanistiche all’Università la Sapienza di Roma. Dal 2012 collabora stabilmente con la Compagnia Lacasadargilla (recitando in: Lear di Edward Bond; L’amore del cuore di Caryl Churchill; Distant Lights from Dark Places e When the Rain Stops Falling di Andrew Bovell; Il Ministero della Solitudine testo a cura di Fabrizio Sinisi; Anatomia di un suicidio di Alice Birch; Beautiful Creatures testi di Giuliano Scabia, drammaturgia a cura di Roberto Scarpetti; Uccellini di Rosalinda Conti). In teatro lavora inoltre con: Antonio Latella, Emma Dante, Marco Baliani, Fabrizio Arcuri, Davide Iodice, Veronica Cruciani, Carmelo Rifici, Compagnia Biancofango, Serena Sinigaglia, Giorgio Barberio Corsetti, Claudio Autelli, Davide Carnevali, Roberto Andò, José Sanchis Sinisterra, Giancarlo Cobelli, Roberto Romei, Marta Ciappina, Luciano Colavero. Come performer ha affiancato la compagnia di teatro-danza Immobile Paziente di Roma in un lungo percorso di creazione e produzione e partecipato a vari dispositivi multimediali con il Bauhaus di Dessau. Dal 2021 è regista e interprete di alcuni radiodrammi per il canale web del Teatro di Roma e per le rubriche Domeniche a teatro e Cose che succedono la notte di Radio3 Rai. È insegnante di recitazione in vari moduli didattici, in collaborazione con la cattedra di Storia del Teatro dell’ Università la Sapienza di Roma; all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma; alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore Prima del Teatro di Pisa; l’Accademia d’Arte Drammatica Ernst Busch di Berlino. Collabora inoltre stabilmente con il centro di produzione teatrale Carrozzerie n.o.t. di Roma all’interno di diversi percorsi didattici per attori e danzatori. Come regista crea Piccoli Pezzi poco complessi, da un testo di Magdalena Barile, per il CRT di Milano; Genesiquattrouno (co-regia e testo di Gaetano Bruno); A zonzo e Sonata per ragazza sola. Al cinema recita ne Il mio nome è vendetta di Cosimo Gomez e ne L’ultima notte di Amore di Andrea Di Stefano, oltre a numerose partecipazioni in serialità Rai. Nel 2023 vince il Premio Ubu come miglior attore italiano.


