Davide Dolores – Basterà il mio nome

Progetto in residenza dall’8 al 16 ottobre 2024

BASTERÀ IL MIO NOME
di e con Davide Dolores

Sempre sulle lapidi,
a me basterà il mio nome,
le due date che sole contano,
e la qualifica di scrittore e partigiano.
Beppe Fenoglio

Resistere: Resìstere v. intr. [dal lat. resistĕre, comp. di re- e sistĕre «fermare, fermarsi»] Opporsi a un’azione, contrastandone l’attuazione e impedendone o
limitandone gli effetti. La resistenza, per definizione, è opposizione. Resistere è mantenere la propria posizione. Resistere è, semplicemente, dire no.

Questo è quello che hanno fatto i partigiani in Italia: si sono opposti ad un regime dittatoriale brutale. E lo hanno fatto in maniera trasversale: geograficamente trasversale, da nord a sud; temporalmente trasversale – nel corso dei decenni; politicamente trasversale, dato che i partigiani – donne e uomini – appartenevano spesso a schieramenti politici diversi e anzi molti di loro non erano neppure schierati. Trasversale anche nel metodo perché a fianco a chi ha deciso di resistere attivamente impugnando le armi, sono stati partigiani anche coloro che hanno incrociato le braccia perché erano semplicemente contro il fascismo. Coloro che, come da definizione, hanno semplicemente detto no. Partigiani pacifisti che si dissociavano da qualunque forma di violenza e si davano alla macchia, patrioti senza colore che vedevano la loro nazione andare in rovina e volevano opporsi allo sfacelo fascista. Una opposizione trasversale anche all’interno della società stessa perché esercitata non solo da chi oggi chiamiamo partigiano ma anche da quei civili che ne supportavano l’azione fornendo copertura, alloggio, cibo, vestiti… Partigiani e civili che, dopo vent’anni sotto un regime che li aveva costretti ad essere solo un numero sulla tessera del partito, recuperavano i loro nomi e cognomi e con essi rivendicavano la loro identità e le loro idee.

Il percorso che sto facendo per giungere a questa messa in scena segue queste riflessioni, affrontando storie di partigiani e di civili, storie di resistenti diverse ma legate tra loro, in maniera trasversale, dalla Sicilia al Veneto passando da Firenze.
Ricordare i partigiani per le loro azioni.
Ricordare i partigiani per la loro resistenza.
Ricordare i partigiani per i loro nomi di battaglia.
Ricordarli per i loro nomi.
Basterà questo.

Davide Dolores

 width=Si diploma nel 2009 al Corso Superiore per Attore di Prosa presso la Scuola di Teatro di Bologna “Galante Garrone”. Lo stesso anno si classifica primo al Festival delle Arti di Bologna – Sezione Teatro. Si perfeziona grazie a stages in Italia e negli USA (Stella Adler Studio – NY, Black Nexxus Studio – NY), e seminari tenuti da J. Strasberg, M. Dioume, L. Curino, C. Pezzoli, D. Manfredini, N. Béasse, F. Della Monica, E. Maletta, P. Nani. A teatro lavora con i registi A. Gassman, V. Franceschi, M. M. Casarin, C. Pezzoli, M. Artuso, V. Trevisan, G. Sangati, L. Maragoni, N. van den Bergh. Nel 2015 debutta con “omu cani”, monologo scritto, diretto e interpretato da lui stesso, con cui gira tutta l’Italia. Gira lunghi e cortometraggi, fiction TV e pubblicità con i registi A. Sironi, M. Oleotto, M. SoavI, B. Catena, E. Giordano, D. Dellai, D. Labanti, R. Richter, G. Piola, D. Piana, D. Conti, A. Marchiori, A. Padovan, P. Sodi. Nel 2020 vince il contest per nuove drammaturgie PLAY! – Dizionario del silenzio indetto da Teatro Bresci. Dal 2006 affianca all’attività di attore quella di regista e formatore teatrale, tenendo laboratori e seminari di recitazione in tutta Italia e specializzandosi in percorsi sul monologo e sulla psicotecnica teatrale. Nel 2020 ha conseguito il diploma di “Esperto in Educazione alla Teatralità” riconosciuto dal MIUR Direttiva 170/2016. Dal 2017 lavora stabilmente in House 264 – Video Creation Factory di Milano come formatore aziendale e copywriter.

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