L’INDICIBILE
Esercizi su Phaedra’s love di Sarah Kane
seminario di creazione e interpretazione condotto da Giuliano Scarpinato
giovedì 18 dicembre h 10-15,
venerdì 19 e sabato 20 dicembre h 11-19,
domenica 21 dicembre h 10-18
Contributo richiesto ai soci per la partecipazione: 150 euro. Per presentare la propria candidatura è necessario inviare cv e foto (primo piano/figura intera) entro e non oltre il 4 dicembre. Eventuale materiale video (showreel, estratti di spettacoli) sarà gradito ai fini della conoscenza dei candidati.
Come si dice, l’indicibile? Come si dà diritto d’esistere a ciò che per convenzione non lo possiede?
La parola è in grado di trasformare – a volte per sempre – la realtà intorno a sé, ben prima del fatto che vuol descrivere. Quando valica il confine delle labbra e si affida all’invisibile moto dell’aria, è già sporca e intrisa di umori: ha fatto un viaggio tra viscere, cuore e polmoni, quanto di più osceno – fuori scena – possa esistere, di noi.
I grandi testi hanno avuto, e ancora oggi hanno il dono di dar forma all’indicibile. Ma è facile dimenticarsene, quando si è in scena: si cede alla tentazione, forse un po’ borghese, di mettere alla parola un “vestito accettabile”. Renderla decente. Quando lo facciamo, spesso, ciò che diciamo finisce per essere inefficace. Non va a segno, non agisce né trasforma. Non è un fatto.
Partendo da uno dei più affascinanti e ancor oggi scabrosi miti tramandatici dall’antichità, quello di Fedra e della sua indicibile passione per il figliastro Ippolito, e servendoci della incendiaria rilettura di Sarah Kane, lavoreremo sull’officina fisica ed emotiva che dà origine alla parola – per noi, poi, “battuta” – e sulle molte, tortuose vie che essa può percorrere per modificare l’altro, l’ambiente, il tempo persino.
Il seminario è rivolto ad attorə, allievə attorə, danzatorə che abbiano voglia di esplorare il rapporto con la parola in scena. Materiale di studio sarà il testo Phaedra’s love di Sarah Kane, nella traduzione di Barbara Nativi per Einaudi, di cui si richiede una lettura integrale. Prima dell’inizio del seminario verranno inviati allə partecipantə alcuni estratti del testo particolarmente significativi, insieme ad altre indicazioni utili al lavoro.
Giuliano Scarpinato
Giuliano Scarpinato è regista, drammaturgo, sceneggiatore, attore. Nel 2006 si laurea in lettere moderne all’Università di Palermo con una tesi sul teatro di Pier Paolo Pasolini. Nel 2009 si diploma alla Scuola del Teatro Stabile di Torino fondata da Luca Ronconi e diretta da Mauro Avogadro. Studia in seguito con Antonio Latella, Valerio Binasco, Susan Batson, Romeo Castellucci, Lucia Calamaro e altri. Prende parte come attore e performer a numerose produzioni, diretto da Emma Dante, Carlo Cecchi, John Turturro, Giancarlo Sepe, Glauco Mauri, Andrea Baracco, Cristina Pezzoli, Daniele Salvo. Nel 2011 riceve la menzione speciale della giuria al premio Hystrio alla vocazione. Nel 2014 debutta come autore e regista con lo spettacolo Fa’afafine, storia del “gender fluid child” Alex White, che vince il Premio Scenario Infanzia, il Premio Infogiovani 2015, l’Eolo Award 2016. Lo spettacolo diventa una co-produzione Teatro Biondo Stabile di Palermo/CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, attraversando tutta l’Italia con una lunga tournèe. Nel 2015 cura per il festival “Dionisiache” di Segesta la regia e l’adattamento drammaturgico di Elettra di Hugo von Hofmannsthal, in scena per due stagioni successive al Teatro Greco di Segesta e vincitore nel 2016 del Premio Attilio Corsini. Nel 2017 scrive con Gioia Salvatori e dirige Alan e il mare (prod. CSS / Accademia Perduta Romagna Teatri), dedicato al profugo siriano Alan Kurdi, e Se non sporca il mio pavimento – un mélo (prod. CSS / Wanderlust Teatro), ispirato all’episodio di cronaca nera dell’omicidio Rosboch, che debutta al Romaeuropa Festival. Nel 2018 scrive e dirige per il Teatro di Marsala ‘A Supirchiarìa, da “I Pugnalatori” di Leonardo Sciascia. Nel 2019 cura per il progetto “Fabulamundi Playwriting Europe”, in collaborazione con “Dialoghi – residenze delle arti performative a Villa Manin”, una mise en espace di Guerrieri in gelatina del drammaturgo tedesco Claudius Lünstedt. In primavera Se non sporca il mio pavimento – un mèlo viene tradotto in romeno per il Teatro Odeon di Bucarest. Nel maggio 2019 Fa’afafine debutta a Parigi al Theatre de Montreuil, all’interno della programmazione del Theatre de la Ville hors le murs. Tra il 2020 e il 2021 frequenta il corso di sceneggiatura II livello alla scuola di cinema “Tracce”, studiando tra gli altri con Heidrun Schleef, Gino Ventriglia, Graziano Diana, Nicola Giuliano. In maggio 2021 debutta A+A. Storia di una prima volta (prod. CSS Udine con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura Parigi), sull’educazione sessuale degli adolescenti italiani, che vince l’anno dopo la menzione ai Premi Eolo ’22 – spettacolo per il pubblico adolescente. È vincitore del Premio Solinas 2021 con la sua prima sceneggiatura, La Gioia, scritta con Benedetta Mori. In febbraio 2022 debutta il trittico Favola Personale, ispirato alla filmografia del cineasta greco Yorgos Lanthimos (produz. Teatro Biondo Palermo). In maggio ’22 Fa’afafine diventa un libro edito da “Edizioni Primavera”. In autunno 2023 debutta Il tempo attorno (prod. Teatro Biondo Palermo), storia di una coppia di giudici antimafia e di un giovane figlio negli anni tra le stragi Falcone / Borsellino e il processo Andreotti. Il testo, di ispirazione autobiografica, è stato già presentato come podcast per la trasmissione FuturoPresente di Rai Radio 2, in forma di reading al Romaeuropa Festival per “Situazione Drammatica”, e in forma di mise en espace, tradotto in quèbecois, alla Casa d’Italia di Montréal, per invito dell’Istituto Italiano di Cultura. Ancora in autunno ’23 debutta All about Adam (prod. ERT/Teatro della Tosse), primo progetto interamente coreografico sulle nuove forme dell’identità maschile, che vede la consulenza alla drammaturgia della danza di Alessandro Sciarroni. In autunno ’24 La Gioia diventa un film prodotto da HT film, diretto da Nicolangelo Gelormini e interpretato da Valeria Golino, Jasmine Trinca, Saul Nanni e Francesco Colella. In agosto 2025 il film viene presentato alle Giornate degli Autori in occasione dell’82simo Festival di Venezia. È finalista al Premio Riccione ‘25 con i testi I travagliati, scritto con Roberto Castello, e La foresta dei no. È stato docente di recitazione all’ADDA, l’accademia per attori dell’Istituto del Dramma Antico di Siracusa, dal 2018 al 2021. Conduce regolarmente in tutta Italia laboratori e workshop per attori professionisti e per adolescenti.


